Il TRAFORO DELL'ARLBERG

 

 

 

La ventilazione della galleria

 

 

 Il traforo dell'Arlberg

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In corso di esecuzione vennero eseguite con una certa regolarità misure delle temperature dell'aria e delle rocce nella galleria. Le osservazioni furono in seguito diradate, in quanto ritenute non influenti sul buon andamento dei lavori. Al variare della distanza dagli imbocchi la temperatura aumentava, ma non eccessivamente; si sono registrati un valore minimo di 13,6C e uno di massimo di 25C. La ventilazione nella galleria venne assicurata con un afflusso medio di circa 180 mc d'aria al minuto, prodotta all'imbocco est con quattro ventilatori a cilindro, mentre all'imbocco ovest erano installati sei ventilatori a pressione. Durante gli scavi si curò anche un servizio di refrigerazione e di purificazione dell'ambiente mediante getti d'acqua compressa polverizzata, in particolare nella zona dei fronti di avanzamento. Nel corso dei lavori non vi furono quindi particolari disagi dovuti alla eccessiva temperatura o alla insufficienza di aria. Alcuni inconvenienti emersero invece in tempi successivi durante i primi anni di esercizio. La ventilazione infatti non veniva ottenuta artificialmente, ma in modo naturale, sfruttando il dislivello di circa 90 metri fra i due imbocchi e le conseguenti differenze di pressione e di temperature esterne. Si era infatti rilevato che nella galleria si formava una naturale corrente d'aria prevalentemente in direzione da ovest ad est. Tuttavia durante i periodi di calma, soprattutto in primavera ed in estate, si verificarono alcuni casi di asfissia fra il personale. Il ricambio naturale dell'aria veniva in parte ostacolato anche dalla suddivisione del traforo in due livellette, uno ascendente e l'altro discendente. Per questi motivi, fin dall'inizio dell'esercizio venne impiegato come combustibile delle locomotive il coke in luogo del carbon fossile, che provocava una maggiore quantità di fumo inquinante. Nel 1888 il movimento dei treni aumentò notevolmente ma il periodo di permanenza dei convogli nella galleria era ancora assai lungo; i treni per passeggeri viaggiavano infatti ad una velocità massima di 25 km/ora e quelli merci a 12 km/ora. Nelle 24 ore transitavano 52 locomotive con incrocio di 9 convogli nel tunnel. Nel 1890 si ebbero alcuni casi di svenimento tra il personale addetto a lavori di manutenzione ed all'esercizio. Per eliminare questi inconvenienti furono adottati vari accorgimenti, tra i quali il cambiamento del combustibile, l'adozione del petrolio e la dotazione di particolari apparecchiature di respirazione per i macchinisti. Il problema fu risolto in forma definitiva negli anni successivi con l'elettrificazione della linea.